Vi siete mai chiesti quant’è l’umidità normalmente presente nelle nostre case? Consideriamo SOLO quella prodotta da “banali operazioni quotidiane” come ad esempio cucinare, usare la lavastoviglie o asciugare i panni d’inverno grazie al riscaldamento. Per un nucleo familiare di 4 persone si stimano circa 10 litri d’acqua/giorno immessi nell’aria dell’abitazione sotto forma di vapore.

Per mantenere un’ambiente sano e confortevole è importante che la così detta umidità relativa (e cioè il rapporto tra la percentuale di vapore acqueo contenuto nell’aria e la quantità massima che quella stessa massa d’aria potrebbe contenere, a pari condizioni di pressione e temperatura) oscilli tra il 40% e il 65-70%. Sopra il 70% il rischio di veder comparire muffe e licheni diventa praticamente una certezza.
Non si tratta solo di un problema estetico. Questi microorganismi provocano cattivi odori, reazioni allergiche o problemi respiratori in particolare a bambini e anziani, e minano, piano piano, l’integrità stessa delle strutture attaccando legno, intonaco e mattoni.

Solo 1% dell’umidità riesce a traspirare attraverso i muri, per il resto bisogna provvedere con un buon arieggiamento degli ambienti (aprendo semplicemente le finestre), con deumidificatori/climatizzatori e con in cucina o in ambienti particolarmente umidi.

Arieggiare si, ma quanto?

rapporto tra umidità relativa, temperatura e umidità assoluta

Il problema si pone naturalmente soprattutto d’inverno quando aprire le finestre significa anche sprecare riscaldamento e, in alcune regioni, far entrare umida nebbia! In questo caso la pratica ideale consiste nell’aprire per 3-5 minuti più finestre in modo che la corrente forzi la quantità di aria scambiata con l’esterno ma per un tempo troppo breve perché pareti e pavimento si raffreddino. Eseguire quest’operazione nelle ore centrali della giornata è banalmente un altro ottimo accorgimento: l’atmosfera si troverà alla massima temperatura giornaliera.
Ma anche con pioggia e nebbia? Si, osserva la tabella: puoi notare che comunque l’aria fredda risulta sempre più secca rispetto l’aria fredda, quindi l’effetto deumidificazione c’è.
Negli ambienti più umidi come bagno e cucina probabilmente saremo costretti a cambiare l’aria più frequentemente rispetto a salotto o camere da letto, ma ci sono anche altri accorgimenti che ci possono aiutare.

Ventilatore estate-inverno

ventilatore inverso, un’ottima scelta anche per il bagnoNon molti sono a conoscenza della grande utilità di alcuni modelli di ventilatori da soffitto che hanno possibilità di ruotare sia in senso orario che antiorario.
D’estate si utilizza la rotazione in senso antiorario, l’aria viene spinta verso il basso creando una leggera brezza che di solito è sufficiente a stare confortevolmente in casa. Se il caldo è tale che il condizionatore diventa comunque necessario, l’azione della ventilatore sarà comunque utile: secondo l’EPA (Environmental Protection Agency) è possibile ridurre i costi energetici di circa il 15%.
D’inverno invece, impostando la rotazione in senso orario, si riesce a riportare verso il basso l’aria calda che altrimenti salirebbe disperdendosi magari su un soffitto molto alto.
In entrambe le situazioni si smuovono i ristagni di aria umida, causa principale dello sviluppo e della proliferazione delle muffe.

I materiali traspiranti: vantaggi su due fronti

Un altro accorgimento molto utile è quello di utilizzare per il rivestimento di pareti e soffitti dei materiali traspiranti come ad esempio il cartongesso o alcuni tipi di intonaco.
Ma non avevamo detto che solo l’1% di umidità riesce a disperdersi attraverso le pareti? Si, è proprio così, ma questi materiali, caratterizzati generalmente da una grande porosità, agiscono in un modo davvero interessante: nei momenti di picco riescono ad “assorbire” nella loro struttura una grande quantità di aria umida che poi ricedono pian piano quando l’umidità relativa rientra in valori normali. Assorbendo l’aria carica di umidità non permettono la formazione di condensa, e quindi del substrato più fertile per lo sviluppo di muffe e muschi.
In una situazione di umidità normale i “vuoti”, dovuti alla porosità di questi materiali, sono occupati da aria secca, un buon isolante in condizioni stagnanti; questo a rimarcare la virtuosa sinergia tra un ambiente privo di muffe e il risparmio energetico.